Disfagia e stitichezza: alimenti morbidi per aiutare l’intestino

La disfagia, ossia la difficoltà a deglutire alimenti solidi e liquidi, è un disturbo che, a propria volta, può portare allo sviluppo di altre problematiche, tra cui la stitichezza. Scopriamo allora come si possono aiutare i pazienti disfagici a risolvere questo problema grazie al consumo di alimenti specifici.
Il legame tra disfagia e stipsi
La costipazione, insieme alla sarcopenia – ossia la progressiva perdita della massa muscolare – e alla malnutrizione, è direttamente legata alla disfagia poiché questa patologia modifica forzatamente la dieta, comportando un’alimentazione povera di fibre e con un minore apporto idrico.
La diagnosi di stipsi associata alla disfagia si formula nel momento in cui i pazienti manifestano, in almeno il 25% delle evacuazioni, sintomi specifici quali difficoltà o sforzo nella defecazione, meno di tre evacuazioni alla settimana e sensazione di blocco o ostruzione ano-rettale.
Fibre utili vs fibre problematiche: cosa sapere prima di scegliere
Quando si parla di costipazione, spesso si tende a pensare che il problema si risolva semplicemente con l’aumento del consumo di fibra. Tuttavia, esistono fibre effettivamente utili per aiutare contro la stitichezza e fibre invece problematiche. Le prime sono quelle insolubili, che accrescono il volume fecale e favoriscono il transito intestinale e si trovano in alimenti come crusca, segale, farro, prodotti integrali e verdure a foglia verde. Le seconde includono quelle solubili, che causano gas e gonfiore intestinale e che sono presenti principalmente negli alimenti processati.
Quali sono le fonti di fibra più adatte a chi soffre di disfagia?
Posto che le fibre utili sono quelle che riescono realmente ad aiutare a superare un disturbo come la costipazione, è comunque da sottolineare che non tutti i pazienti disfagici riescono a consumare qualsiasi tipo di verdura: le foglie di cavolo, per esempio, potrebbero risultare troppo fibrose e difficili da masticare (oltre che da deglutire), così come i gambi di sedano. Meglio quindi optare per preparazioni morbide ma al tempo stesso non troppo elaborate, che permettono di trattenere le fibre solubili e, contemporaneamente, rivelarsi gustose e nutrienti. Alcune soluzioni pratiche e sicure sono:
- Frutta cotta e frullata, ad esempio frullato di mele, pere e prugne, che è anche molto facile da digerire;
- Passati di verdura (zucca, zucchine, carote), dalla piacevole consistenza cremosa e ricchi di fibre;
- Legumi decorticati e frullati, come le lenticchie rosse, che oltre a essere un’ottima fonte di fibre forniscono anche un eccellente apporto proteico;
- Fiocchi d’avena ammorbiditi nel latte vegetale o nello yogurt;
- Purè di castagne o di patate dolci.
Idratazione: perché è importante per combattere la stitichezza e come adattarla ai pazienti disfagici
Ostacolando la deglutizione, la disfagia è un disturbo che può portare a una ridotta assunzione di liquidi e dunque alla disidratazione. La diminuzione dell’apporto idrico, oltre a minare il benessere generale dell’organismo, può determinare anche una maggiore stitichezza. È perciò necessario che i pazienti disfagici possano bere adeguatamente. Ma come farlo? La soluzione sta nei prodotti addensanti, come l’innovativo Addensante GellyMed che modificano la consistenza dei liquidi rendendoli più facili da deglutire.
Come integrare gli alimenti disidratati Gourmed nella dieta contro la stitichezza
Per evitare di commettere alcuni degli errori più comuni per quanto riguarda la dieta del paziente con problemi di deglutizione è importante scegliere i cibi giusti. Gli alimenti disidratati per disfagia della linea Gourmed includono un’ampia gamma di cibi sicuri, equilibrati e gustosi, molti dei quali possono rappresentare preziosi alleati per combattere la stitichezza, come ad esempio il frullato di prugna e mela, disponibile in pratiche bustine da 50 grammi l’una o il passato di verdure.
Accorgimenti pratici per prevenire la stitichezza
Per un paziente disfagico, dover affrontare anche un disturbo come la stitichezza può essere molto pesante, sia fisicamente che psicologicamente, anche perché, trattandosi di una sfera molto intima e personale, spesso non si ha nemmeno troppa propensione o desiderio di parlarne, soprattutto con estranei. È invece molto importante segnalare il problema al proprio medico curante, in modo che possa aiutare il paziente a iniziare una dieta adatta alla disfagia ma al tempo stesso in grado di assicurare un apporto di acqua e fibre sufficiente a combattere la stitichezza. Per farlo è necessario iniziare gradualmente, per abituare l’intestino a un maggiore apporto di fibre. È poi fondamentale assicurare il giusto apporto idrico, variare le fonti e, laddove il paziente non dovesse avere problemi di motilità, svolgere un regolare esercizio fisico.



